L’estate è finita. Bella scoperta del cazzo, direte voi. C’è però una funzione nascosta di questo blog di cui non ho mai parlato: mettere in piazza i miei pensieri per auto-redarguirmi, allo scopo di tornare sulla retta via. Come al solito mi rimprovero perché non smetto di essere attratto magneticamente dal cazzeggio, in tutte le sue forme… Ci mancava solo Facebook. Comunque, dicevamo, l’estate è finita, ormai da più di un mese. E’ tempo di agire, di studiare, di lavorare con impegno, di dormire qualche ora in più la notte. Affinchè io possa riuscirci, l’unica cosa che non dovrà mai mancare è tanta, tanta musica. Non basta mai per coprire il frastuono di questa vita.
A proposito di musica, oggi sono in vena di classici…

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The Doors – When the music’s over
nella versione live dall’album In Concert.


Questo pezzo fa parte dell’album Strange Days, del 1967. Oggi però ho scelto di mettere qui la versione dal vivo, sia perchè preferisco la voce di Jim Morrison così, gutturale e sfatta dall’alcol alla tenera età di 26/27 anni, sia perchè è davvero un ottimo live, con molta dinamica e ottime performance di tutti i componenti del gruppo.

When the music’s over, turn out the lights
Click per ingrandire

Ultimamente ho la fissa x i programmi di fotoritocco. (Altro cazzeggio…) Questa è fatta con GIMP, un’ottima alternativa free alle soluzioni proprietarie. Le immagini originali le trovate qui e qui.

Per celebrare la fine di una fantasmagorica sessione di esami, e anche per ricordare Rick Wright, il tastierista dei Pink Floyd scomparso Lunedì, ho deciso di fare un “esperimento”.
Ogni tanto amo ascoltare qualche vecchio disco in vinile, tutti della piccola collezione di mio padre. Per quanto ormai i suoi 33 giri siano ormai quasi tutti -letteralmente- consumati, l’ascolto della musica da un supporto così intrinsecamente analogico, addirittura meccanico, mi dà sempre quell’emozione in più rispetto agli sterili CD ed ancora peggio MP3 a basso bitrate. Il suono è caldo, avvolgente, e le imperfezioni -clicks e fruscii- che caratterizzano l’ascolto (anche dopo un’accurata pulizia del vinile con il pennellino antistatico e della puntina con il liquido lubrificante) ci ricordano che stiamo usando qualcosa che viene dal passato. Per condividere (in parte) queste sensazioni ho voluto pubblicare una fedele registrazione (integrale) di un disco del ’75, effettuata col mio vecchio giradischi Technics e l’Eepc, direttamente dall’ingresso microfonico, salvata in quaità molto elevata e senza alcun filtro. L’album è dei Pink Floyd, non il mio preferito ma quello meno disastrato a livello di usura: Wish You Were Here. Un paio di avvertenze: il lato 1 inizia con un volume molto basso, per qualche minuto. In generale, il volume della musica è bassino, sia per scongiurare il rischio della distorsione in fase di registrazione, sia perchè le registrazioni di quei tempi avevano ancora (fortunatamente!) un elevato range dinamico. Altro che gli album di oggi, tutti figli della “Loudness War“… Quindi tenete altino il volume delle casse.
Tornando a Richard Wright, trovate un suo ottimo contributo dal minuto 19 circa del lato 2. Shine on, Rick!

Lato 1

Wish you were here - Lato 1

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Lato 2

Wish you were here - Lato 2

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Spero che abbiate apprezzato l’ascolto. Per concludere, sono consapevole che si tratta di una bella violazione di diritti d’autore, ma credo proprio che non danneggerò nessuno, considerato l’esiguo numero di lettori che ha questo modesto blog.

28-08-2008, 20:31Without You I’m Nothing

Tanto per restare in tema di canzoni che riescono a distogliere la tua attenzione anche se sei concentratissimo (vedi “Una Canzone“)… Oggi ho deciso di sistemare l’hard disk (impresa davvero epica se solo pensiamo che sono circa 250 Giga di cosine), e mentre ero intento a spostare ed eliminare files come un ossesso, ho sentito nelle cuffie questa canzone dei Placebo:

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Placebo – Without You I’m Nothing (Dall’album omonimo)
Placebo - Without You I’m Nothing


Certo non è nulla di nuovo, probabilmente l’avevo già sentita, ma mai veramente ascoltata. Credo sia stata l’atmosfera malinconica e sofferente a colpirmi, fatto sta che l’ho riascoltata e ho letto il titolo… Ho sorriso immediatamente: per pura coincidenza in quella frase era riassunto uno dei miei pensieri più frequenti. Without you I’m nothing, Senza di te non sono niente… Non so se dedicarla alla donna che so io o alla mia voglia di studiare, che fa di tutto per nascondersi :D.
Riguardo al post precedente, la depressione capita a tutti… Basta rialzarsi e guardare alle difficoltà col sorriso.
Vi lascio anche il testo della canzone, che data la mia pigrizia NON ho letto :D. Dopo il break
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10-08-2008, 12:31Omaggio a un genio

Non è facile trovare le parole per commentare l’opera di Fabrizio De Andrè, senza dubbio uno dei più grandi cantautori del nostro tempo. So solo che ogni volta che risento questo brano vorrei riascoltarlo all’infinito. E ora lo regalo a voi.


Fabrizio de Andrè – Ballata dell’Amore Cieco o della Vanità

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27-06-2008, 18:32Una canzone

Ho tanta musica, forse troppa, e a volte con la riproduzione casuale mi capita di sentire un brano del tutto nuovo, nonostante sia lì probabilmente da mesi. Raramente capita che al primo ascolto una canzone mi colpisca, mi trascini… Oggi è successo il contrario con questa canzone:

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Afterhours – Sulle labbra
dall’album Quello che non c’è
Afterhours - Quello che non c’è cover


Forse non incontrera’ i gusti di tutti, ma io l’ho amata da subito per l’atmosfera che crea nonostante la semplicità. Il suono delle chitarre è davvero interessante, belli anche i giri di basso. Il testo non lo commento perchè non mi ci sono soffermato. Ovviamente la scoperta ha richiesto un ascolto dell’album intero… Fantastico, davvero consigliato.


© 2007 The Hole | Tema Curved © Aditi Tuteja.