Dato che questo post non ha dei contenuti particolari ma principalmente deriva dalla mia necessità di riempire in qualche modo il tempo libero causato dalla mia insonnia, non sono stato in grado di trovare un titolo adatto.
Liquiderò in poche parole l’argomento “Natale” (oggi), visto che ne ho già parlato a sufficienza: Quest’anno sono riuscito a spendere 0 EURO in regali. Sempre se escludiamo i 149 euro della mia prima fotocamera digitale… Yeah!
Insomma, ho scelto tre nuove canzoni, mi limiterò a metterle qui (ascoltabili nella massima qualità) e a decantarne le qualità. Non è forse questo il recente andazzo del mio blog?


Deftones – Digital Bath dall’album White Pony (2000)

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Sto ancora scoprendo i Deftones, ma questo pezzo ha dalla sua le ottime capacità vocali del cantante, arricchite da effetti davvero azzeccati, e il sound un po’ deprimente e violento che ultimamente mi piace parecchio… Il ritornello sembra fare “Tonight… I feel like BORED…” (un po’ come me). In realtà recita “i feel like MORE”.


The Cure – A Forest dall’album Seventeen Seconds (1980)

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Passiamo ad un brano un po’ più datato, un vero classico della musica dark. L’ho adorato dal primo ascolto. La particolarità che deve saltare subito all’orecchio è l’atmosfera claustrofobica e oscura che trasmette, con il ritmo martellante e immutabile, il giro di basso ripetitivo ma accattivante. Da sentire con volume alto e altoparlanti o cuffie con ottimi bassi.


Nirvana – Lake of fire dall’album MTV Unplugged in New York (1994)

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Torniamo nei gloriosi Anni 90, con una canzone interpretata da un gruppo che è la colonna portante dei miei gusti musicali. Il testo e la musica sono dei Meat Puppets, band di cui Kurt Cobain era un grande fan. Ho scelto questo brano per vari motivi: mi piace la melodia, dal mood un po’ ambiguo: spensierato o malinconico? Inoltre, l’interpretazione di Cobain qui (come in tutto l’Unplugged) è davvero molto intensa, cosa un po’ rara nei suoi altri Live. La registrazione è di ottima qualità, e per finire il gruppo è accompagnato da un chitarrista notevole, Pat Smear, di cui si può sentire un ottimo assolo (acustico, ovviamente) nella parte finale del brano.

Bene, ho finito. Buonanotte e buona camicia a tutti.